Il baccalà è un pesce molto conosciuto e consumato, in Italia e nel mondo. È un pesce che viene dai lontani fiordi norvegesi dove i merluzzi radunati alla fine dell’inverno, vengono catturati, lavorati e messi a seccare.

La tradizione del Baccalà

Un cibo speciale e viene mangiato soprattutto a Natale. E’ una tradizione campana, molto antica e viene cucinato in bianco all’insalata, fritto col limone o con il sugo di pomodoro: l’importante è che ci sia. Il baccalà è una conferma che i napoletani sono sempre capaci di trovare la soluzione giusta. Il connubio Napoli/baccalà risale al 1500, quando la chiesa proibì il consumo di carne nei giorni stabiliti, e quindi si doveva mangiare magro.

La cultura e la tradizione ci informano di quanto sia nutriente, povero di grassi e ricco di proteine, vitamine e sali minerali, É un alimento facilmente digeribile, come indica la tabella nutrizionale che segue:100 grammi di baccalà contengono, tra l’altro: 18,1 g di proteine / 0,3 g di grassi / 0,2 g di Omega-3 / 75 kcal e, in mg, quantità significative di ferro, calcio, colesterolo, sodio, potassio, magnesio, selenio e di vitamine A, B, e B1

Il pesce pescato, veniva essiccato leggermente all’aria aperta in modo tale che potesse essere consumato nel corso delle lunghe ed estenuanti traversate degli Oceani. Incrociando alcuni dati, possiamo pensare quindi, che è da questo tipo di essiccazione che nasce lo stoccafisso.

La storia del baccalà è antichissima e ripercorrendo tutte le tappe riusciamo a tornare indietro fino al IX D.C.; il popolo Vichingo è considerato uno fra i primi consumatori del Gadus Morhua! Infatti il Gadus Morhua era una specie di merluzzo che popolava abbondantemente i mari in cui questo popolo navigava e il clima freddissimo e asciutto dei fiordi consentiva anche una conservazione naturale.

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